25 Novembre 2011. È il giorno del mio primo incontro GdB alle Vertighe, nonostante frequentassi, insieme ai miei genitori, la fraternità già da tempo prima di questa data.

Alle Vertighe il gruppo nacque nel Gennaio 2010 e sin da subito suor Milena provò a integrarmi con gli altri ragazzi chiedendomi di farne parte insieme a mio fratello Sion, il quale da subito entrò.

La mia risposta era sempre negativa per il fatto che la domenica mattina, il giorno in cui si svolgevano gli incontri, volevo dormire. Inoltre, non credevo molto in Dio e cercavo di starne lontana il più possibile, anche se a volte era difficile perché i miei genitori pretendevano da me una frequenza assidua in Chiesa.

Mio fratello non mi spiegava come si svolgessero gli incontri, ma quando tornava a casa diceva sempre questa parola: “è bello”! E con questa esclamazione finiva.

Un giorno un mio amico, che frequentava anche lui il gruppo, mi invitò e, data la sua influenza positiva su di me, accettai solo per stare un po’ con lui e mi ricordo che mi disse che non solo si pregava ma ci si divertiva pure. L’incontro non era più la domenica mattina ma il venerdì sera e andammo insieme. Appena arrivai conoscevo tutte le sorelle e i fratelli della fraternità ma non i ragazzi che erano nel gruppo dei giovani; per questo mi trovai a disagio, perché erano soprattutto over diciotto, mentre io avevo compiuto proprio in quel giorno sedici anni. Ero molto chiusa di carattere e timida perciò rispondevo solo alle domande che mi venivano poste e speravo che non mi coinvolgessero in alcun tipo di attività perché non volevo mettermi in gioco.

Piano piano iniziai a conoscere tutti; con il passare dei mesi, molti arrivarono e molti uscirono. In pochi frequentavamo i campi e avevamo capito il carisma e lo stile di vita di un giovane di Betania. Si crearono dissidi interni tra di noi, perché non riuscivamo a trovare quell’equilibrio giusto per una sintonia tra diverse personalità presenti. Come prima citato, all’inizio erano tutti over diciotto perciò noi un pochino più piccoli ci sentivamo a disagio perché non potevamo parlare o argomentare come facevano loro; con il tempo si è formato un gruppo delle superiori ampio e piano piano anche quello delle medie. La parte più di difficile è stata capire che noi grandi dovevamo abbassarci ai piccoli.

Guardando in retrospettiva, i primi anni erano momenti di scoperta: pomeriggi passati nel Cenacolo con alcuni animatori per imparare i balletti da fare ai campi, altri momenti in cui organizzavamo gite ad esempio alla Verna in modo autonomo per conoscersi meglio e stare tutti insieme anche al di fuori del santuario. Inoltre la cosa fondamentale, almeno per me, è stata conoscere ragazzi e ragazze con l’amore di Dio, i quali conoscevano il valore della fraternità, la quale non era circoscritta dentro le mura del convento, ma si espandeva al di fuori, creando un’unione tra di noi che va oltre la lontananza fisica e temporale: mi faceva sentire vicino spiritualmente a tutti loro.

Nonostante sia entrata un anno e mezzo dopo la fondazione del gruppo alle Vertighe posso dire che eravamo pochi e instabili. Con il passare degli anni gli animatori hanno cercato di capire i punti deboli e trasformali in punti di forza fino ad arrivare ad oggi: gruppi di giovani di tutte le fasce di età, che camminano insieme verso la stessa meta e quando qualcuno cade ci fermiamo e cerchiamo di aiutarlo.

Eldegar Maria Mencucci

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